Nuove terre


Sabato 7 settembre
18:00 – 19:30
Parco delle idee e della legalità


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NUOVE TERRE
Cortometraggio di Francesca Comencini e Fabio Pellarin (2016, 90 min).

L’agricoltura come mezzo di inclusione delle persone più svantaggiate. È questo il filo conduttore che unisce i cinque cortometraggi “Nuove Terre”, firmati dai registi Francesca Comencini e Fabio Pellarin. Le storie, ambientate in luoghi diversi d’Italia, descrivono l’attività agricola come azione terapeutiche, di riabilitazione e di coinvolgimento attivo di persone a rischio di esclusione sociale.

Il documentario si apre con l’Orto dei Ragazzi, sulle colline di Torino, dove tre rifugiati politici – due africani, uno dall’Afghanistan – inseriti da una cooperativa sociale in un’azienda agricola della cintura torinese, trovano una dimensione di piena integrazione testimoniata dalle ultime immagini in cui i loro prodotti arrivano nell’elegante centro storico del capoluogo piemontese.
A Cascina Carlo Alberto, nella Valle Pellice, si sono casualmente ritrovati tre uomini di età diversa, ma tutti segnati da una vita turbolenta e complicata. In un racconto in cui non c’è un qualcuno che si adopera per un qualcun altro in difficolta, i tre protagonisti del secondo cortometraggio sono consapevoli di essere un supporto, anche sociale, l’uno per l’altro e che solo il “fare insieme” può dare una speranza, occupazionale ed economica, al loro futuro.
Il terzo racconto è situato a Roma, all’interno della cintura del raccordo anulare, su terreni di proprietà del Comune, dove la cooperativa Agricoltura Capodarco conduce il progetto Tenuta della Mistica. È forse questo il capitolo del documentario più vicino a quanto in genere si ritiene sia l’agricoltura sociale: un progetto agricolo al quale partecipano sia un ex-detenuto, pienamente riabilitatosi grazie alla terra, e nel quale sono attivamente coinvolti giovani con diverse disabilità. Anche qui, come peraltro negli altri cortometraggi, Francesca Comencini entra in punta di piedi per raccogliere le loro storie, i loro pensieri e il loro prezioso punto di vista sulle attività in cui sono impegnati.
Con Le Agricole, ci si sposta a Lamezia Terme dove una cooperativa sociale di donne, la cui sede legale si trova in un edificio confiscato ad un boss della ‘ndrangheta, cerca un riscatto coltivando ortaggi e frutta. Le Agricole, guidate sul campo dalla sapienza puramente contadina di Angela, coinvolgono giovani con disabilità, immigrati e donne Rom, con una determinazione pari alla fatica di operare in una terra per molti versi di frontiera.
Il documentario si conclude in provincia di Arezzo dove dal 1978 è attiva la piccola cooperativa Paterna, che poco dopo la sua costituzione si è vista proporre dal Servizio Sanitario, l’accoglienza di Moreno, un ex-degente dell’Ospedale Psichiatrico di Arezzo che era stato uno dei primi in Italia ad implementare la legge 180, nota come Legge Basaglia. Nel 2015 Moreno è provato dall’età, ma dopo quasi quarant’anni di lavoro nella stessa realtà agricola ancora a suo modo cerca di dare il suo contributo. La sua storia, raccontata con profonda passione e anche commozione da Marco Noferi, fondatore di Paterna, è di quelle su cui mai i riflettori si sono soffermati, e testimonia di come le campagne siano state, e lo siano ancora, capaci di contribuire efficacemente, attraverso azioni di prossimità e di sussidiarietà, a risolvere positivamente situazioni che spesso i sistemi di welfare non sanno come affrontare.

I cinque cortometraggi nel loro insieme danno conto del carattere plurale dell’agricoltura sociale, un ambito che coinvolge in Italia oltre mille esperienze, ciascuna a suo modo unica e diversa dalle altre.