Manifesto

C’è una visione che pare avviarsi a non essere più semplice avanguardia o parziale visione o minoranza di pensiero. È quella che mette fine al tema dello sviluppo individualista e capitalista ripensando a uno sviluppo che parta dal sociale e da una economia che riesca a camminare accanto alla giustizia sociale, alle relazioni e alla prossimità.

Un’economia che non è cosa a parte ma che è parte di un intero, che contiene aspetti sociali e relazionali, che contribuisce a creare valore condiviso e ancor di più e meglio valore contestuale, cioè in grado di far crescere responsabilmente il proprio contesto

Un’economia capace di comprendere e non di escludere.
Capace di mettere insieme e non di separare.

Capace , quindi, di farci dire che ”una crescita giusta e sostenibile” in Calabria è possibile se lavoriamo insieme, se non perdiamo il senso del “noi” – che per la nostra esperienza significa creare connessioni, incroci e sinergie con le tante realtà generatrici presenti nel nostro territorio -, se costruiamo metodi e modelli di sviluppo economico e sociale alternativo capaci di lavorare sulle disuguaglianze e sulla giustizia sociale. Dunque è qui la nostra vera sfida.

Trovare o ritrovare alternative e proposte di sviluppo, lavorare a stretto contatto tra i sistemi economico-sociali e gli elementi di fragilità e di disuguaglianza che sono presenti nel nostro territorio.

In questo panorama nuovo l’agricoltura sociale è un’esperienza che tiene insieme. Tiene insieme sviluppo e cambiamento del proprio contesto, tenuta imprenditoriale, relazione e nuovi equilibri fra tempo sociale e tempo lavorativo, entrambi però ad alta dimensione valoriale. L’esperienza dell’agricoltura sociale è una di quelle esperienze che dimostrano che si può investire in una crescita giusta e sostenibile.

Ma sappiamo anche che per reggere e crescere abbiamo bisogno di un contributo forte che arrivi da fuori, fatto di cittadini, realtà associative, imprenditoriali, istituzionali responsabili. Ovvero di un contesto che legittimi e spinga insieme, che formi, si formi, cresca contaminando e coltivando “cose buone e giuste”, perché tutti siamo responsabili di tutti.